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Le Regioni approvano le linee guida SSN-RFI, ora il 118 può interviene anche a bordo dei treni

Il 118 pronto a intervenire sui treni, sia ad alta velocità che ordinari. E lo farà secondo le linee guida appena approvate dalle Regioni in accordo con la società Rete ferroviaria italiana (Rfi). Coinvolte unità operative delle ferrovie e le centrali 118 da cui si deciderà il livello, il personale e i mezzi per l’intervento. Il 118 interviene anche sui treni, sia ad alta velocità che ordinari. Le Regioni – dopo che negli ultimi anni si sono avuti numerosi casi di “mancati o ritardati interventi” sui convogli in marcia, anche con gravi esiti per la salute dei passeggeri – hanno anticipato il legislatore (alcune proposte di legge sono state presentate alla Camera) e hanno appena approvato le linee guida per rendere omogeneo ed efficace il soccorso in accordo con la società Rete ferroviaria italiana (Rfi), perché l’intervento a bordo avvenga il più rapidamente possibile coinvolgendo le unità operative competenti secondo la scelta fatta dagli operatori della rete di emergenza del Servizio sanitario nazionale.

Le linee guida stabiliscono anzitutto i riferimenti sia a bordo dei convogli che nella centrale operativa 118. Sui treni il responsabile è il dirigente centrale coordinatore movimento (Dccm), un operatore presente H24 nel Centro coordinamento circolazione (Ccc) di Rfi competente per tutto il territorio di giurisdizione, che ha il compito di seguire e coordinare la circolazione ferroviaria. Questo è in rapporto diretto con tutti i rappresentanti delle Imprese ferroviarie (If) che fanno parte di Rfi e ha la possibilità di contattare telefonicamente il personale dei treni. In caso di emergenza assume il ruolo di direzione e coordinamento delle attività e delle risorse per attivare, tra gli altri, l’intervento del soccorso sanitario, prendendo contatti con la Centrale operativa regionale 118 di riferimento.

Il capotreno invece è il responsabile per l’ If dell’assistenza alla clientela a bordo treno e il riferimento per Rfi in caso di emergenza sanitaria sul convoglio ferroviario.

Nella centrale operativa 118 c’è invece l’operatore di centrale (personale tecnico, infermiere, medico) presente H24, che riceve le richieste di soccorso e che effettua l’intervista all’utente per definire il luogo dell’intervento, utilizzando i supporti informatici messi a disposizione del sistema, con l’ausilio del Dccm; definire un codice di gravità presunta seguendo le indicazioni dettate dalle procedure in uso nella Centrale; inviare i mezzi di soccorso più idonei sulla base della gravità e della loro vicinanza al luogo dell’intervento (ambulanza, auto medica, elisoccorso ecc.), mantenendo durante l’intervento di emergenza i contatti telefonici con il Dccm per eventuali altre informazioni utili; allertare, quando necessario, le Forze dell’Ordine, i Vigili del fuoco e/o altri Enti competenti, dandone comunicazione al Dccm; contattare la centrale operativa 118 di un’altra provincia/regione, competente per territorio, comunicandogli tutti i dati utili per il raggiungimento del target e il codice colore di gravità presunta, tenendo i contatti telefonici col Dccm se il luogo dell’evento è sotto la competenza di un’altra centrale operativa 118.

Dell’équipe di soccorso fa parte il personale soccorritore, e/o infermiere e/o medico che compongono gli equipaggi dei mezzi di soccorso (ambulanze, auto, elicotteri ecc.) che dovrà essere opportunamente formato assieme agli operatori Rfi con alcune visite documentative “incrociate” per illustrare il funzionamento delle rispettive Centrali e alcune esercitazioni congiunte per testare la conoscenza e il corretto funzionamento delle procedure previste dagli accordi specifici regionali.

La procedura di intervento prevista dalle linee guida prevede poi una “conferenza telefonica a tre” (capotreno / 118 / Dccm) sia quando la richiesta di soccorso arriva da treni ad Alta velocità sia nel caso di treni che viaggiano sulla rete ordinaria.

Per l’Alta velocità è necessario considerare la probabilità che il treno, dopo la prima chiamata di soccorso verso una centrale 118, in caso di una eventuale seconda chiamata anche per caduta del collegamento della linea telefonica, possa essere nella zona di una centrale diversa dalla precedente, eventualmente anche di altra regione. In questo senso il Dccm può disporre l’arresto del treno prima della prevista stazione di fermata, nel primo punto utile accessibile dal mezzo di soccorso del 118, in base al codice di gravità attribuita al paziente dall’operatore 118. Ma questa possibilità è da considerare nei soli casi in cui si ipotizzi la presenza di pazienti con gravi patologie, rispetto alle quali la buona riuscita della prestazione di soccorso risulta essere tempo-dipendente.
E nel caso in cui decidendo il luogo dell’intervento, il treno cambi il territorio di competenza passando in un’altra regione, sarà cura della centrale 118inizialmente coinvolta, trasferire la comunicazione alla centrale più vicina per l’organizzazione del soccorso

Questo l’iter previsto dalle linee guida, che potranno essere applicate con appositi accordi a livello locale:

  • il capotreno, appena a conoscenza della richiesta, si reca nel più breve tempo possibile dal viaggiatore in stato di necessità, e contatta su linea Gsm-R, secondo la procedura, l’operatore della circolazione che dipende dal Dccm responsabile della tratta. Diffonde inoltre, sempre secondo la procedura, l’avviso di ”ricerca medico o infermiere”;
  • l’ operatore della circolazione Rfi, appena ricevuta la richiesta d’intervento da parte del capotreno, informa il Dccm responsabile;
  • il Dccm contatta immediatamente la centrale operativa 118 di riferimento regionale e attiva al tempo stesso anche la comunicazione col bordo treno, la “chiamata in conferenza”, perché siano contestualizzate, tra tutti e tre gli attori, le informazioni sull’evento.

Nel caso in cui una centrale 118dovesse ricevere una chiamata da bordo treno da un viaggiatore, dovrà invitarlo a mettersi in contatto nel più breve tempo possibile con gli operatori ferroviari di bordo treno, ai quali dovrà spiegare le ragioni della richiesta di intervento. Nei limiti del possibile, fino a che questo non sarà riuscito a rintracciare un operatore ferroviario di bordo treno, è opportuno mantenere il contatto telefonico per acquisire informazioni sui motivi della chiamata.

Se la comunicazione con il treno è imperfetta o incompleta o interrotta e la centrale del 118 non ha elementi sufficienti per escludere un evento grave a bordo, la situazione sarà convenzionalmente considerata in codice di massima gravità e il 118 – tenuto conto della disponibilità di mezzi di soccorso, della localizzazione del treno e delle eventuali restrizioni dell’infrastruttura ferroviaria comunicate dal Dccm – chiederà dove far arrestare il treno per inviare l’equipaggio di soccorso.

Stessa procedura per le richieste di soccorso sanitario da treni che viaggiano su linee ordinarie se la chiamata arriva tramite capotreno. Se invece arriva da un viaggiatore, sarà la stessa centrale 118, se lo riterrà utile per facilitare il soccorso o necessario in ogni situazione in cui si deve essere certi che i responsabili della circolazione treni siano informati di quel che sta accadendo, a cercare il contatto con Rfi. Da questo momento si attivano le stesse procedure previste per i treni ad Alta velocità. Nel caso di treno già fermo in stazione o che sta per arrivare la centrale 118 che riceve la chiamata gestisce l’intervento presso la stazione in base ai propri protocolli, informando appena possibile, il Rfi dell’intervento in corso.



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